Medicina fai da te: una bufala?

Da secoli si affianca alla medicina tradizionale quella non convenzionale, che, nella maggior parte dei casi, cerca dei rimedi a malattie, gravi o meno, con l’utilizzo di piante o altre sostanze prettamente naturali. Tra le tecniche curative fai da te più in voga c’è l’omeopatia: prendiamo l’arnica, per esempio, che da decenni viene utilizzata come rimedio naturale a infiammazioni e fratture. Grazie alla sua enorme diffusione, sono molte le persone che tentano questa via facile e priva di rischi, preferendola alla normale medicina più impegnativa e piena di controindicazioni. Ma è veramente la scelta giusta? O meglio, la medicina fai da te può curare tutte le malattie? La risposta è no e vediamo perché.

Guarigione o suggestione? Il potere dell’omeopatia

Di questi tempi, stare attenti alle truffe è diventata una priorità. Soprattutto su internet ne girano in maniera smisurata e alcune trattano di rimedi naturali che promettono di curare tutte le malattie. Una bufala può essere sopportata finché non si spinge troppo in là, giocando con la salute delle persone, molte delle quali, purtroppo, ci cascano. Aggrapparsi all’ultima speranza quando si è affetti da malattie gravi porta a credere all’impossibile.

Con questa premessa non si intende sminuire l’omeopatia o altri studi che si basano sul fai da te, ma chiarire che non possono sostituire la medicina tradizionale. Infatti, anche se ci sono diverse testimonianze di persone che sostengono di essere guarite da alcune patologie tramite il solo utilizzo di rimedi naturali, non esistono, al contrario, prove dell’efficacia degli stessi. Ed è qui che entra in gioco la suggestione o effetto placebo.

Inoltre, va spiegato che alcune piante possono effettivamente contribuire alla scomparsa di una malattia, ma si tratta di patologie che tendono a guarire spontaneamente. L’arnica di cui abbiamo parlato prima, un fiore di colore giallo noto, principalmente, per le sue proprietà antinfiammatorie. Si dice che sia anche in grado di alleviare le fratture ed è “alleviare” il termine che bisognerebbe utilizzare nel campo dell’omeopatia, piuttosto che “curare”. Il motivo è molto semplice: non possiamo negare le proprietà benefiche di questo fiore, ma, in caso di una frattura, può solamente favorirne la guarigione affiancando cure mediche e dimostrate scientificamente.